mercoledì 9 ottobre 2013

Alimentazione in gravidanza

La qualità dell’alimentazione materna durante la gravidanza è uno dei fattori che può influenzare in maniera significativa la salute della gestante durante tale periodo e la salute del nascituro, non solo durante il periodo fetale e neonatale, ma anche e soprattutto durante la vita adulta e la terza età.
È  quindi opportuno prestare attenzione all’alimentazione della gestante già a partire dal periodo pre-concezionale, ovvero già prima del concepimento, fino a tutto il periodo in cui il bambino verrà allattato al seno.
 I primi tre mesi di gravidanza
È in questo periodo che si sviluppano il cuore, la base della struttura cerebrale e gli arti del bambino. Ed è per questo che nelle prime 12 settimane di gestazione è importante garantire un buon apporto di selenio, ferro, calcio, iodio e zinco, che sono tutte sostanze utili per la crescita cellulare del feto. È fondamentale poi assumere acido folico (o vitamina B9), che serve a prevenire le malformazioni fetali. È presente negli ortaggi a foglia verde, nei ceci, nei broccoli e i numerosi altri alimenti; il problema è che durante la cottura viene facilmente distrutto, sicché se ne consiglia l’assunzione attraverso appositi integratori, almeno quattro milligrammi al giorno.
Durante il primo trimestre non è raro avere nausee mattutine, bruciore di stomaco, tensione al seno, sbalzi di umore. È colpa degli elevati livelli di ormoni che si riversano nel sangue: è importante ricordare che questi disturbi in gravidanza  sono transitori e fisiologici, e non bisogna deprimersi. Passeranno. Per contrastare la nausea, il consiglio è quello di consumare pasti frequenti e leggeri, evitando alimenti piccanti e dai sapori pungenti. Il pane tostato, i cereali, i biscotti secchi, le patate aiutano decisamente.
Infine, si consiglia di bere parecchia acqua: è essenziale per sostenere l’aumentato flusso sanguigno e consentire il trasporto delle sostanze nutritive al feto.
 Dalla tredicesima alla ventiquattresima settimana
È il periodo più piacevole della gravidanza. E quello con meno complicazioni. Il senso di nausea si attenua, si recuperano le forze, la pancia si arrotonda e torna l’appetito. Durante questi tre mesi centrali il feto completa la sua formazione e ha bisogno di molti nutrienti, in particolare iodio, vitamina D e acidi grassi essenziali , indispensabili per lo sviluppo di occhi e cervello. E calcio, importante per la trasmissione nervosa, la contrazione muscolare e la salute di denti e ossa. Il pesce è l’alimento più adatto allo scopo. In alternativa, vitamina D e calcio si possono trovare anche in uova, latte, burro e latticini. Bisogna poi integrare con fibre solubili e insolubili, essenziali per la salute dell’apparato digerente e la prevenzione della stipsi: le prime si trovano nei legumi, nelle mele e nelle pere, nel pane di segale; le seconde nei fagioli, nelle lenticchie e nei cereali integrali, e anche nelle frutta e negli ortaggi a foglia verde.
 L’ultimo trimestre
Il bambino ormai è completamente formato e comincia ad accumulare grassi preparandosi per il mondo esterno. Per questo sono indicati gli omega 3 , per lo sviluppo del sangue e del sistema nervoso del bambino. Pesci come salmone, sgombro, aringhe sono indicati, insieme a frutta secca, mandorle, semi di girasole, ortaggi a foglia verde. Per assicurare vitamina B12 al bambino, indispensabile per la formazione della guaina protettiva dei nervi, bisogna mangiare con regolarità carne rossa e pollame, mentre per assumere vitamina K, fondamentale per la coagulazione del sangue, ci si deve rivolgere a broccoli, cavoli neri, spinaci, meloni, pane e pasta integrale.

Alimenti da evitare in gravidanza

·         Carni e pesci crudi, perché si rischiano la toxoplasmosi (a meno di non di possedere gli anticorpi) e la salmonellosi.
·         Carni crude o parzialmente cotte conservate, perché si rischia la listeriosi .
·         Pesce spada, tonno, anguilla, verdesca e gli altri tipi di pesce a più elevata concentrazione di mercurio.
·         Uova crude e derivati (maionese, tiramisù, gelati artigianali, creme brûlé), perché si rischia la salmonellosi.
·         Formaggi a crosta bianca, come brie, camembert e taleggio, perché si rischia la listeriosi.
·         Blu cheese (gorgonzola e roquefort), a meno che non vengano cotti a lungo.
·         Latte crudo, perché si rischia la listeriosi.
·         Alcol e caffeina.

·         Frutta e verdura, a meno che siano lavate accuratamente, meglio se con soluzioni disinfettanti adatte agli alimenti, altrimenti c’è il rischio toxoplasmosi.

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