La
qualità dell’alimentazione materna durante la gravidanza è uno dei fattori che
può influenzare in maniera significativa la salute della gestante durante tale
periodo e la salute del nascituro, non solo durante il periodo fetale e
neonatale, ma anche e soprattutto durante la vita adulta e la terza età.
È
quindi opportuno prestare attenzione all’alimentazione della gestante già
a partire dal periodo pre-concezionale, ovvero già prima del concepimento, fino
a tutto il periodo in cui il bambino verrà allattato al seno.
I primi tre mesi di gravidanza
È in
questo periodo che si sviluppano il cuore, la base della struttura cerebrale e
gli arti del bambino. Ed è per questo che nelle prime 12 settimane di
gestazione è importante garantire un buon apporto di selenio, ferro, calcio,
iodio e zinco, che sono tutte sostanze utili per la crescita cellulare del
feto. È fondamentale poi assumere acido folico (o
vitamina B9), che serve a prevenire le malformazioni fetali.
È presente negli ortaggi a foglia verde, nei ceci, nei broccoli e i numerosi
altri alimenti; il problema è che durante la cottura viene facilmente
distrutto, sicché se ne consiglia l’assunzione attraverso appositi integratori,
almeno quattro milligrammi al giorno.
Durante
il primo trimestre non è raro avere nausee mattutine, bruciore di stomaco,
tensione al seno, sbalzi di umore. È colpa degli elevati livelli di ormoni che
si riversano nel sangue: è importante ricordare che questi disturbi in gravidanza
sono transitori e fisiologici, e non bisogna deprimersi. Passeranno. Per
contrastare la nausea, il consiglio è quello di consumare pasti frequenti e
leggeri, evitando alimenti piccanti e dai sapori pungenti. Il pane tostato, i
cereali, i biscotti secchi, le patate aiutano decisamente.
Infine, si consiglia di bere parecchia acqua: è
essenziale per sostenere l’aumentato flusso sanguigno e consentire il trasporto
delle sostanze nutritive al feto.
Dalla tredicesima alla ventiquattresima
settimana
È il periodo più piacevole della gravidanza. E quello
con meno complicazioni. Il senso di nausea si attenua, si recuperano le forze,
la pancia si arrotonda e torna l’appetito. Durante questi tre mesi centrali il
feto completa la sua formazione e ha bisogno di molti nutrienti, in particolare
iodio, vitamina D e acidi grassi
essenziali , indispensabili per lo sviluppo di occhi e
cervello. E calcio, importante per la trasmissione nervosa, la contrazione
muscolare e la salute di denti e ossa. Il pesce è l’alimento più adatto allo
scopo. In alternativa, vitamina D e calcio si possono trovare anche in uova,
latte, burro e latticini. Bisogna poi integrare con fibre solubili e
insolubili, essenziali per la salute dell’apparato digerente e la prevenzione
della stipsi: le prime si trovano nei legumi, nelle mele e nelle pere, nel pane
di segale; le seconde nei fagioli, nelle lenticchie e nei cereali integrali, e
anche nelle frutta e negli ortaggi a foglia verde.
L’ultimo trimestre
Il bambino ormai è completamente formato e comincia ad
accumulare grassi preparandosi per il mondo esterno. Per questo sono indicati
gli omega 3 ,
per lo sviluppo del sangue e del sistema nervoso del bambino. Pesci come
salmone, sgombro, aringhe sono indicati, insieme a frutta secca, mandorle, semi
di girasole, ortaggi a foglia verde. Per assicurare vitamina B12 al bambino,
indispensabile per la formazione della guaina protettiva dei nervi, bisogna mangiare
con regolarità carne rossa e pollame, mentre per assumere vitamina K,
fondamentale per la coagulazione del sangue, ci si deve rivolgere a broccoli,
cavoli neri, spinaci, meloni, pane e pasta integrale.
Alimenti da evitare in gravidanza
·
Carni e pesci crudi, perché si rischiano la toxoplasmosi (a meno di non di
possedere gli anticorpi) e la salmonellosi.
·
Carni crude o parzialmente cotte conservate, perché si
rischia la listeriosi .
·
Pesce spada, tonno, anguilla, verdesca e gli altri
tipi di pesce a più elevata concentrazione di mercurio.
·
Uova crude e derivati (maionese, tiramisù, gelati
artigianali, creme brûlé), perché si rischia la salmonellosi.
·
Formaggi a crosta bianca, come brie, camembert e
taleggio, perché si rischia la listeriosi.
·
Blu cheese (gorgonzola e roquefort), a meno che non
vengano cotti a lungo.
·
Latte crudo, perché si rischia la listeriosi.
·
Alcol e caffeina.
·
Frutta e
verdura, a meno che siano lavate accuratamente, meglio se con soluzioni
disinfettanti adatte agli alimenti, altrimenti c’è il rischio toxoplasmosi.

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