venerdì 6 febbraio 2015

Sideremia e alimentazione

La Sideremia e' la quota di ferro presente nel plasma; la determinazione della sideremia viene eseguita per stabilire lo stato delle riserve di ferro dell'organismo.
La sideremia  riguarda la quantità di ferro nel sangue non legata all’emoglobina, ma alla transferrina, in pratica il ferro di trasporto.
Se i livelli sono bassi in modo abnorme si possono avvertire i sintomi dell’anemia, stanchezza, emicrania, debolezza e, se non si ripara a questa carenza, difficoltà di concentrazione, deformazione delle unghie e piaghe in bocca.
Esiste anche la situazione contraria, il sovraccarico di ferro (emocromatosi) che si manifesta con dolore all’addome e alle articolazioni, stanchezza, pelle scura, perdita di peso e mancanza di energia.
Se il ferro è basso in modo anormale vuol dire o che non se ne è assunto in modo sufficiente, si è avuto un ciclo abbondante oppure anemia, gravidanza o, nei casi più gravi, sanguinamento intestinale.
Il ferro può essere assunto attraverso integratori per via orale, o in caso di intolleranze alimentari o malassorbimento intestinale, per via endovenosa.
Normalmente il medico prescrive una dieta ricca di ferro che deve includere verdure a foglia verde scuro mescolate a carne, pesce o pollo per garantirne un assorbimento migliore, oppure abbinati a vitamina C per lo stesso motivo.

Chi è carente di ferro non deve farsi mai mancare carne rossa o bianca, legumi, melassa, fegato, cereali integrali e frutti di mare, soprattutto vongole che ne sono molto ricche.

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