La
Sideremia e' la quota di ferro presente nel plasma; la determinazione della
sideremia viene eseguita per stabilire lo stato delle riserve di ferro
dell'organismo.
La sideremia riguarda la quantità di ferro nel sangue non legata all’emoglobina, ma alla
transferrina, in pratica il ferro di trasporto.
Se i livelli sono bassi in modo abnorme si possono
avvertire i sintomi dell’anemia, stanchezza, emicrania, debolezza e, se
non si ripara a questa carenza, difficoltà di concentrazione, deformazione
delle unghie e piaghe in bocca.
Esiste anche la situazione contraria, il sovraccarico di ferro (emocromatosi) che
si manifesta con dolore all’addome e alle articolazioni, stanchezza, pelle
scura, perdita di peso e mancanza di energia.
Se il ferro è basso in modo
anormale vuol dire o che non se ne è assunto in modo
sufficiente, si è avuto un ciclo abbondante oppure anemia,
gravidanza o, nei casi più gravi, sanguinamento intestinale.
Il ferro può essere assunto
attraverso integratori per via orale, o in caso di intolleranze alimentari o
malassorbimento intestinale, per via endovenosa.
Normalmente il medico prescrive una dieta
ricca di ferro che
deve includere verdure a foglia verde scuro mescolate a carne, pesce o pollo
per garantirne un assorbimento migliore, oppure abbinati a vitamina C per lo stesso motivo.
Chi è carente di ferro non deve farsi mai mancare carne rossa o bianca, legumi,
melassa, fegato, cereali integrali e frutti di mare,
soprattutto vongole che ne sono molto ricche.

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