giovedì 26 febbraio 2015

Il sale

L'uso del sale in cucina risale a tempi antichissimi, quando i nostri antenati scoprirono che il suo impiego poteva esaltare i sapori delle pietanze, e conservare i cibi.
Il comune sale da cucina è Il cloruro di sodio o il sale di sodio dell'acido cloridrico. A temperatura ambiente si presenta come un solido cristallino,incolore e con un odore e un sapore caratteristico.
Purtroppo l'abituale sale da cucina non ha niente a che vedere con il sale allo stato naturale, in quanto i processi di raffinazione e sbiancamento lo impoveriscono delle preziose sostanze in esso contenute. Il sale naturale, infatti quello prodotto per evaporazione solare dell’acqua di mare (non inquinata) è un composto più o meno equilibrato nella sua struttura: oltre al cloruro di sodio sono presenti cloruro di magnesio, solfato di magnesio, solfato di calcio, solfato di potassio, carbonato di calcio, bromo e iodio. Inoltre troviamo anche tracce di tutti i minerali conosciuti come boro, bario, silicio, fluoro, litio, manganese, zinco, fosforo, rame, argento, ecc. che consentono al nostro corpo di funzionare in maniera ottimale. Col processo industriale il sale viene ripulito chimicamente e ridotto a cloruro di sodio, per il 95% circa; i minerali e gli oligoelementi essenziali vengono semplicemente considerati delle 'impurità' e come tali vengono eliminati, anche se sono gli stessi che costituiscono e permettono il corretto funzionamento del nostro corpo.
 L'uso del sale in cucinaIn cucina l'uso del sale serve innanzitutto ad esaltare il sapore degli alimenti, per questa ragione il suo impiego si ritrova in tutte le tradizioni culinarie conosciute oltre ad essere ampiamente sfruttato nell'industria alimentare sia come ingrediente sia come mezzo di conservazione dei cibi.
Una deficienza di sodio può essere provocata da una diarrea prolungata, da intensa sudorazione, da intossicazione di acqua provocata da una grande introduzione di acqua, ma non di sale, dopo una forte sudorazione.Un eccesso di sodio è legato all'insorgenza di ipertensione.Eccessi di sodio portano a escrezione di calcio, provocando ridotta densità ossea e aumentando il rischio di osteoporosi (esiste in tutte le cellule normalmente uno scambio sodio-calcio).Pochi lo sanno, ma il sodio contenuto in natura negli alimenti è già sufficiente a coprire tutte le necessità del corpo.Invece noi ogni giorno ne consumiamo dieci volte di più!Il corpo non elimina il sale in eccesso: lo trattiene fra le cellule fino a quando i reni non riescono a filtrarlo.Così immagazzinato irrita i tessuti e le cellule per proteggersi rilasciano acqua, questo porta a gonfiori, ritenzione idrica e perdita di potassio.E allora la pressione sanguigna si impenna.
A lungo termine questa situazione può rovinare muscoli, valvole cardiache, arterie, ossa, dna, stomaco, reni.Il consumo elevato di sale potrebbe comportare un maggior rischio di sovrappeso : il sale stimola la sete e spesso viene soddisfatta con bibite zuccherate o alcoliche che hanno un elevato contenuto calorico.Il sodio possiede una spiccata capacità di attrarre l'acqua e ciò nel corpo incrementa la massa di liquido che scorre nei vasi sanguigni, questa esercita una forza sulle pareti delle arterie, le quali alla lunga diventano più rigide.


giovedì 12 febbraio 2015

il pomodoro

Originario dell’America del Sud, il pomodoro è un ortaggio conosciuto e utilizzato in tantissimi paesi e particolarmente apprezzato per le sue proprietà salutari
Il pomodoro e’ un alimento povero di calorie, con un buon contenuto in minerali e oligoelementi, ricco di acqua e dotato di tutte le vitamine idrosolubili. leggero, rimineralizzante, dissetante, con un alto potere nutrizionale, molto saporito. Il suo principale ingrediente è l’acqua (94%). Le proteine non superano l’1% e i grassi corrispondono allo 0,2%. Un altro 2,8% è costituito dai carboidrati, rappresentati da fruttosio e glucosio. Il rapporto tra elevato contenuto di acqua e basso tenore di zuccheri fa sì che il pomodoro apporti poca energia, ma di utilizzo immediato. La sua prima importante caratteristica è che il consumo costante di pomodori, facilita la digestione dei cibi che contengono fecole e amidi quali pasta, riso, patate, e aiuta a eliminare l’eccesso di proteine provocato da un’alimentazione eccessivamente ricca di carni. Da non sottovalutare la sua azione disintossicante, dovuta alla presenza di zolfo.
Nella componente acquosa del pomodoro sono disciolti molti sali minerali e oligoelementi, primo tra tutti il potassio, che aiuta l’organismo a “ritrovare” l’equilibrio idrico e quindi combatte la ritenzione dei liquidi, la stanchezza, i crampi, la debolezza muscolare e l’ipertensione; segue subito dopo il fosforo, che risulta fondamentale, insieme ai grassi, le proteine e il calcio, per la salute delle ossa e dei denti. Il calcio riequilibra il sistema nervoso, evita i crampi alle gambe, l’irritabilità e il di mal di testa. Tra gli oligoelementi, è presente il ferro, importante per combattere l’anemia, lo zinco  e il selenio che favoriscono la riparazione delle cellule e quindi combattono l’invecchiamento della pelle.
L’importanza del pomodoro per la buona salute, è legata anche alla presenza di
fibre (2%), concentrate nella buccia e nei semi. Il caratteristico sapore del pomodoro è dovuto agli acidi citrico e malico, presenti nella sua polpa, in grado di stimolare l’appetito e rigenerare i tessuti. Questo ortaggio, inoltre, è anche ricco di vitamine in particolare la vitamina C, presente nella misura di 25 mg; basta un pomodoro per coprire il 40% degli 80 mg che un adulto dovrebbe assumere ogni giorno di questa vitamina, utilissima per la produzione dell’emoglobina e dei globuli rossi nel midollo osseo. In esso è presente anche vitamina A sotto forma di betacarotene, che gli conferisce il caratteristico colore: un “solo” pomodoro di 100 gr. “copre” il 15% della quantità di betacarotene da assumere ogni giorno. Le vitamine del gruppo B invece, presenti anch’esse, favoriscono il ricambio e l’ossigenazione delle cellule. Infine il pomodoro è considerato ottimo per combattere il caldo e prevenire numerose patologie e disfunzioni, ma anche reumatismi e intossicazioni, è molto indicato nei casi di gotta e problemi legati all’ipertensione. Inoltre svolge anche un’azione disintossicante e rigeneratrice di cellule dei tessuti e particolarmente utile per i disturbi generativi ed arteriosclerotici. Il massimo delle proprietà si hanno ovviamente consumandolo crudo, anche se di recente si è scoperto che un altro componente importante del pomodoro il licopene, con la cottura non viene danneggiato. In alternativa al prodotto fresco può venir utilizzato appena saltato in padella, risultando così anche gradevolmente digeribile.


domenica 8 febbraio 2015

legumi

I legumi appartengono alla famiglia delle Papillonacee, di cui solo alcune specie vengono coltivate a scopo alimentare.
I legumi più comuni sono il fagiolo, la fava, il pisello, il cece, la lenticchia, la soia e l'arachide.
La parte edibile dei legumi è il seme, contenuto all'interno del frutto che, giunto a maturità, si apre in due valve.
La composizione dei legumi varia a seconda della specie. Tutti sono buone fonti di proteine, secondi solo ai cereali come fonte proteica dell'alimentazione mondiale (soprattutto quella dei paesi asiatici). I legumi secchi ne contengono mediamente il 20%, fino al 40% della soia. Queste proteine hanno un valore biologico medio basso, poiché sono carenti in amminoacidi solforati, e vanno quindi abbinate ad altre fonti proteiche.
I glucidi sono presenti sottoforma di oligosaccaridi (responsabili della flatulenza) e di amido. Sono un'ottima fonte di fibre solubili, che rigonfiano durante la cottura formando un gel.
I lipidi sono solitamente scarsi, tranne che in alcune varietà come le arachidi che ne contengono parecchi. I legumi contengono discrete quantità, in percentuale, di grassi essenziali, tuttavia solamente i ceci costituiscono una fonte non trascurabile di EFA.
I legumi contengono anche discrete quantità di sali minerali, in particolare potassio. Il patrimonio vitaminico viene quasi completamente distrutto dalla cottura.

I legumi hanno un indice di sazietà medio-basso a causa dell'elevata densità calorica e dal rapporto peso/volume piuttosto elevato. Assunti insieme ad altre verdure, tuttavia, il potere saziante aumenta notevolmente.

venerdì 6 febbraio 2015

Sideremia e alimentazione

La Sideremia e' la quota di ferro presente nel plasma; la determinazione della sideremia viene eseguita per stabilire lo stato delle riserve di ferro dell'organismo.
La sideremia  riguarda la quantità di ferro nel sangue non legata all’emoglobina, ma alla transferrina, in pratica il ferro di trasporto.
Se i livelli sono bassi in modo abnorme si possono avvertire i sintomi dell’anemia, stanchezza, emicrania, debolezza e, se non si ripara a questa carenza, difficoltà di concentrazione, deformazione delle unghie e piaghe in bocca.
Esiste anche la situazione contraria, il sovraccarico di ferro (emocromatosi) che si manifesta con dolore all’addome e alle articolazioni, stanchezza, pelle scura, perdita di peso e mancanza di energia.
Se il ferro è basso in modo anormale vuol dire o che non se ne è assunto in modo sufficiente, si è avuto un ciclo abbondante oppure anemia, gravidanza o, nei casi più gravi, sanguinamento intestinale.
Il ferro può essere assunto attraverso integratori per via orale, o in caso di intolleranze alimentari o malassorbimento intestinale, per via endovenosa.
Normalmente il medico prescrive una dieta ricca di ferro che deve includere verdure a foglia verde scuro mescolate a carne, pesce o pollo per garantirne un assorbimento migliore, oppure abbinati a vitamina C per lo stesso motivo.

Chi è carente di ferro non deve farsi mai mancare carne rossa o bianca, legumi, melassa, fegato, cereali integrali e frutti di mare, soprattutto vongole che ne sono molto ricche.

martedì 3 febbraio 2015

Le noci

Le noci hanno molte proprietà benefiche e importanti valori nutrizionali. In generale la frutta secca riesce ad essere vantaggiosa per il nostro organismo. In particolare questi frutti sono in grado di regolare il colesterolo, di prevenire le malattie cardiache, sono indicati contro il diabete, nelle diete vegetariane e nei casi di inappetenza e convalescenza. Le noci sono utilizzate anche in cosmetica, perché dal mallo e dalle foglie si ricavano delle sostanze che fanno bene alla pelle e ai capelli. In fitoterapia l’estratto di noci viene impiegato per le sue proprietà toniche e astringenti, per le sue funzioni decongestionanti e digestive. Favorisce, infatti, la diuresi e apporta benefici al fegato e al pancreas.
Inoltre esse sono note perché intervengono nella regolazione del colesterolo e del diabete. Per questo sono indicate anche come i rimedi naturali più adatti ad esercitare un’azione di prevenzione contro le malattie che interessano l’apparato cardiocircolatorio. Sono consigliate in gravidanza, perché contengono molte vitamine e omega 3. In questo modo il feto può svilupparsi in modo corretto, vengono regolate le funzioni cellulari e viene mantenuto l’equilibrio ormonale.
Essendo molto nutrienti, possono essere consumate in situazioni di sforzo e di stress, quando siamo in convalescenza o se abbiamo poco appetito e possono essere inserite all’interno di diete vegetariane, per aumentare la quantità di proteine assunte. Le noci sono conosciute in fitoterapia anche per le loro proprietà antinfiammatorie. Molto utili per contrastare la diarrea e le infezioni intestinali, in quanto svolgono pure un’azione antisettica. Dal mallo della noce e dalle foglie si ricavano delle sostanze cheratinizzanti, che aiutano il rinnovamento cellulare della pelle e sono in grado di fortificare i capelli, contrastandone la caduta.
Se prendiamo in considerazione i valori nutrizionali delle noci, ci accorgiamo che esse apportano numerose calorie, circa 650 per 100 grammi di prodotto. In questa stessa quantità troviamo il 16% di proteine, il 12% di glucidi e più del 60% di grassi. Tuttavia non si tratta di grassi che fanno male, visto che sono quelli monoinsaturi, in particolare omega 3 e omega 6, che sono conosciuti per l’azione benefica che svolgono contro il colesterolo e i trigliceridi.

Inoltre nelle proteine delle noci troviamo una sostanza molto importante per prevenire l’arteriosclerosi: l’arginina. Le noci sono ricche di sali minerali, come fosforo, potassio, ferro, magnesio e calcio e di vitamine. Fra queste, oltre alla B1, alla B2 e alla B6, dobbiamo ricordare il ruolo svolto dalla vitamina E, che agisce come antiossidante ed è in grado di prevenire l’invecchiamento cellulare.