venerdì 1 aprile 2016

Ganoderma


Gli antichi medici d’Oriente lo chiamavano “reishi” o “erba dell’immortalità”, ma il nome botanico di questo grande fungo color rosso fuoco è Ganoderma lucidum. Dopo numerosi studi di laboratorio, oggi possiamo scientificamente affermare che l’estratto del reishi agisce come un vero e proprio farmaco per il trattamento di svariate patologie, che vanno dall’artrite al diabete, dalla cefalea all’ipertensione. E, durante i mesi più freddi, questo generoso vegetale è anche un toccasana per potenziare le difese e aumentare la resistenza contro freddo e stanchezza.

Un potente vaccino per l’inverno
L’azione terapeutica del Ganoderma è dovuta al suo contenuto di aminoacidi, alcaloidi, polisaccaridi, fibre alimentari, oltre a calcio, ferro e fosforo, vitamine C, D, B, incluso l’acido pantotenico (vitamina B5), che è essenziale per la funzione nervosa, il metabolismo e per il trasporto di energia nell’organismo. Inoltre il reishi aumenta le difese, è un potente antinfiammatorio (ma privo degli effetti collaterali tipici dei FANS) e, grazie alla presenza di adenosina, rilassa il sistema nervoso centrale con effetti calmanti e anti insonnia.

Come si assume
Fino a marzo, prendi una capsula di Ganoderma al dì, preferibilmente la mattina prima di colazione, accompagnandola con un bicchiere d’acqua o una tazza di tè verde. Ai primi sintomi di infreddatura o se vuoi accelerare la convalescenza, prendine a 2 dosi al giorno, fino a miglioramento.

Fa bene anche perché...

1. Rigenera il fegato (anche in caso di epatiti) e l’intestino, perché rinnova la flora batterica.

2. Abbassa il colesterolo e aiuta a tenere sotto controllo i livelli di zuccheri nel sangue (glicemia).

3. Previene le degenerazioni cellulari, ringiovanisce i tessuti e contrasta la caduta dei capelli.

dieta e massa muscolare




 

Quando l’obiettivo è costruire massa muscolare, bisogna tenere in considerazione 3 elementi fondamentali: allenamento, dieta e riposo. Allenamento e riposo sono già stati discussi in molti articoli di questo blog. In questo articolo spiegheremo i principi chiave per aumentare i muscoli, il cosiddetto bulking.

Infatti, l’alimentazione viene spesso trascurata da molti bodybuilders, specialmente dai principianti. Ma la dura verità è che senza i nutrienti appropriati non si otterranno risultati dall’allenamento.

Come se si assumessero molti muratori per costruire una casa, ma senza dar loro i mattoni: in tal modo la casa non verrà mai costruita. Con il nostro corpo accade lo stesso. Questo articolo si propone di fornire suggerimenti su come impostare una dieta appropriata per la crescita muscolare.

Le proteine hanno una funzione di costruzione. Le proteine forniscono amminoacidi essenziali per costruire i muscoli e responsabili per la riparazione dei tessuti, la formazione ormonale, gli enzimi, gli anticorpi… tutto ciò che è “costruzione”. Le proteine possono essere anche usate come fonte di energia.

I carboidrati sono utilizzati esclusivamente per produrre energia. Perciò è importante assicurare un introito adeguato di questo macronutriente per evitare l’esaurimento di proteine.

Il grassi, al di là del loro ruolo nella produzione di energia, sono anche un elemento chiave della produzione ormonale, promuovono il benessere del sistema cardiovascolare, assicurano il corretto funzionamento di molti organi come la pelle, i capelli e gli occhi e sono assolutsmente indispensabili a trasportare ed assorbire le vitamine liposolubili.

Fonti di proteina. Non tutte le proteine sono uguali. Ci sono proteine considerate miglori grazie al loro valore biologico più alto. Il valore biologico di un alimento è legato alla quantità di amminoacidi essenziali in quell’alimento.

È per questo che le uova sono una delle mgliori fonti proteiche. Le uova contengono tutti gli amminoacidi essenziali (quelli che il corpo non è in grado di sintetizzare) in quantità interessanti. Altre buone fonti proteiche sono: la carne bianca, la carne rossa, il pesce e il latte.

È un dato di fatto che le proteine di origine vegetale hanno un valore biologico inferiore. Fanno eccezione la soia ed i legumi (fagioli, piselli, ceci e lenticchie). Semi oleosi come noci mandorle e pistacchio dovrebbero far parte della dieta perché sono ricchissimi di nutrienti.

È importante tenere a mente che non esiste un programma di dieta valido per tutti. Un programma di dieta può andar bene per una persona e non andar bene per un’altra. Dobbiamo tenere in considerazione fattori importanti come la genetica. Allo stesso modo non esistono alimenti obbligatori né alimenti proibiti. Ci sono alimenti più o meno raccomandati.

Così come per il numero dei pasti giornalieri, la migliore opzione è fare 6/7 pasti al giorno a 2/3 ore di distanza l’uno dall’altro. È anche possibile fare meno pasti più calorici. Alla fine, quello che conta sono le calorie e l’introito di macronutrienti. La colazione dovrebbe essere il pasto più calorico. Tutti i pasti dovrebbero avere un equilubrio nei macronutrienti:

Ogni pasto dovrebbe contenere sempre proteine, carboidrati e fonti di grassi.

Buon allenamento!

 

mercoledì 18 novembre 2015

Il disegno



L’arte è uno dei primi linguaggi dell’uomo dopo il movimento del corpo e l’emissione dei suoni.
Nel corso dei secoli, tale forma di comunicazione, ha assunto un’importanza fondamentale per lo sviluppo del nostro io interiore durante l’età evolutiva.
È proprio attraverso il disegno che l’animo del bambino si manifesta: colori e simboli scorrono sul foglio lasciando che l’armonia e l’equilibrio possano nuovamente ristabilirsi.
Ogni bambino ama disegnare e comunicare col mondo degli adulti esteriorizzando ciò che vive dentro di sè attraverso le immagini.
Ogni genitore dovrebbe, a mio parere, dedicare del tempo e dello spazio all’avvicinamento del bambino all’arte come una forma di gioco, senza limiti e costrizioni. Senza giudizi.
Fin troppo spesso si soffoca la creatività del bambino tendendo ad allontanarlo da tutto ciò che può sporcare, si preferisce abbandonarlo davanti alla televisione o ai videogiochi togliendogli definitivamente la possibilità di esprimersi fino in fondo.
Il disegno è divertimento, un gioco che si può fare da soli, insieme ad altri compagni o ai genitori stessi. Si scelgono i materiali, i fogli, i colori e poi ci si mette all’opera senza accorgersi del tempo che scorre.
I vostri figli imparando a sviluppare le loro capacità creative ed esteriorizzando le loro emozioni più profonde saranno adulti migliori, impareranno a conoscersi, a relazionarsi con gli altri e con loro stessi, comprenderanno i propri limiti e le proprie potenzialità.
L’errore che si commette spesso è di giudicare il disegno del bambino con criteri che fanno parte del mondo degli adulti.
Bisogna trascendere il concetto di giusto o sbagliato, adeguato o non adeguato, ogni singola macchia, scarabocchio o segno è esattamente quello che il vostro bambino vuole comunicare.
Bisogna imparare ad ascoltare con gli occhi e lasciare che i bambini si esprimano spontaneamente, senza ricercare la perfezione.
Dietro quelli che a noi possono sembrare scarabocchi si nascondono la mamma, il papà e tutto il mondo dei bambini. Anche l’uso dei colori può manifestare uno stato d’animo, così come l’occupazione dello spazio, il tratto, la pressione fatta sul foglio e le dimensioni del disegno.
E’ bello, quindi, dare la giusta importanza ai disegni dei bambini, valorizzando le loro opere:
·         la cosa più semplice da fare è quella di appendere il disegno sul frigo in cucina o magari sui muri della sua camera, in modo tale che lui possa vedere il suo disegno e possa capire l’importanza di “esprimersi”;
·         se il bambino ama disegnare regalategli un quaderno da disegno e di tanto in tanto sfogliatelo insieme a lui apprezzando il suo lavoro;
·         fate stampare il disegno su una maglietta, su un cuscino o su una base di compensato: in questo ultimo caso potreste creare un orologio da parete!
·         chi è esperto di grafica e di computer potrebbe trasferire il disegno in formato digitale e valorizzarlo insieme al bambino utilizzando tecniche e giochi di luce.


martedì 10 novembre 2015

Il miele



Il miele



l miele è stato considerato nei secoli come un vero e proprio farmaco, da utilizzare in diverse occasioni per la prevenzione e la cura di piccoli disturbi di salute, quando ancora i medicinali a cui siamo attualmente abituati non esistevano.
l miele è una sostanza zuccherina prodotta dalle api per elaborazione del nettare; il suo colore e caratteristiche variano a seconda dei fiori da cui proviene il nettare. Il nettare e altre sostanze zuccherine, vengono succhiati dalle api operaie attraverso l’esofago e giungono così nella borsa melaria. Qui il nettare e le altre sostanze zuccherine vengono disidratate e sottoposte all’azione di particolari enzimi prodotti dalle api e trasformate successivamente in miele che viene rigurgitato nelle celle precedentemente preparate. La qualità del miele dipende esclusivamente da due fattori: dall’attività delle api per produrlo e dal procedimento dell’uomo per estrarlo e per confezionarlo.
Il miele immagazzinato dalle api nelle celle, viene estratto tramite centrifugazione, lasciato decantare per qualche giorno e successivamente riposto in vasetti. Questi gli unici procedimenti che fanno si che il miele mantenga inalterate le sue proprietà e caratteristiche. Tutti i mieli sono  in origine allo stato liquido, ma con l’abbassarsi delle temperature molti di essi cristallizzano e diventano solidi. Per farli tornare allo stato liquido è sufficiente riscaldarli a bagnomaria ad una temperatura che non oltrepassi i 40°.
Il miele è particolarmente indicato nella dieta dedicata all’infanzia, in quanto favorisce la fissazione dei sali minerali nell’organismo umano, cosa che il normale zucchero non è in grado di fare.
In generale il miele è un ottimo antinfiammatorio per la gola ed è indicato per alleviare e ridurre la frequenza della tosse. Il miele  possiede anche proprietà sedative, molto utili contro l’eccitazione nervosa e l’insonnia.
Il miele possiede proprietà antisettiche e antibatteriche; per questo motivo l’applicazione del miele sulle ferite, specialmente su quelle croniche, e sulle ustioni , apporta dei benefici.
Secondo alcune ricerche assumere regolarmente del miele ridurrebbe al minimo le allergie stagionali.
Molte sono le proprietà terapeutiche del miele, diverse a seconda del nettare dei fiori con cui è stato prodotto. 
Il miele millefiori è noto per le sue proprietà disintossicanti a favore  del fegato, mentre il miele di castagno favorisce la circolazione sanguigna ed è disinfettante delle vie urinarie, per questi motivi è consigliato per bambini ed anziani.
Interessanti le proprietà del miele di girasole che svolge un’azione contro il colesterolo nell’organismo umano oltre ad avere un’azione calcificante nelle ossa.
Il miele di ginepro invece, apporta dei benefici nelle affezioni respiratorie e quello di tarassaco ha un’azione depurativa, soprattutto sui reni. Secondo recenti studi il miele fornisce al nostro organismo sostanze essenziali come potassio, fruttosio e sodio che servono a riprendersi dopo una serata di bagordi.
Acacia:  miele di colore chiaro, quasi trasparente e liquido. Disintossica il fegato, sfiamma la gola, leggermente lassativo
Castagno: di colore molto scuro, ambrato liquido e trasparente. Disinfetta le vie urinarie, favorisce la circolazione, consigliato in caso di anemia.
Millefiori: di colore dal bianco all’ambrato, normalmente soggetto a cristallizzazione, anti infiammatorio per la gola e tonificante.
Tiglio: colore da ambrato chiaro ad ambrato scuro, cristallizza finemente, calmante della tosse, sedativo, lievemente diuretico.
Rododendro: miele di colore chiaro, cristallizzato, utile per curare i bronchi, ricostituente, combatte l’artrite.
Agrumi: di colore chiaro, quasi lucido, cristallizza in vari modi, sedativo e utile per l’insonnia e ricco di calcio e di vitamine.
Eucalipto: ambrato, cristallizza finemente, compatto. Calmante della tosse e del raffreddore, anti catarrale ed antibiotico.
Rosmarino: miele bianco cristallizzato molto fine. Cura il fegato e la colite, utile in caso di affaticamento.
Tarassaco: giallo vivo tendente al beige, cristallizzato fine. Indicato per sportivi, depura le vie urinarie e protegge il fegato.
Girasole: miele di color giallo paglierino vivo, cristallizzato fine. Ricalcificante delle ossa, combatte il colesterolo.
Melata: miele molto scuro, quasi nero, solitamente liquido. Utile per bronchi e faringiti, antisettico delle vie respiratorie.
Lavanda: miele di colore chiaro ambrato, cristallizzato molto fine. Utile contro l’insonnia, digestivo, analgesico, calma le punture d’insetto.


Ogni 100 gr. di miele abbiamo un apporto di circa 300 Kcalorie; queste sono utilizzabili immediatamente subito dopo l’ingestione, in quanto non è necessaria una digestione preventiva.
Per questo motivo chi pratica sport è solito consumare miele sia prima che durante e dopo una competizione o attività sportiva.


mercoledì 21 ottobre 2015

Ayurveda


La medicina occidentale infatti si concentra sulle manifestazioni della malattia con una forte specializzazione, mentre l'Ayurveda insegna che tutte le malattie colpiscono sia il corpo che la mente e che questi due aspetti non devono mai essere curati separatamente. 
Accanto ad una visione olistica, che potrebbe apparire discutibile per una mentalità occidentale, l'Ayurveda raccomanda un approccio globale, che include psicologia, genetica, sessualità, alimentazione e relazioni, proponendo cioè un modello di salute legato allo "stile di vita", modello sempre di più considerato dalla medicina occidentale come una moderna soluzione "sociale" alla salute pubblica.
L’equilibrio dei fattori che compongono gli esseri viventi genera la salute mentre il loro squilibrio è conosciuto come malattia. La salute è definita felicità, la malattia infelicità. Charaka Samhita, Sutrasthana IX, 4 Il concetto di salute in Ayurveda viene espresso con la parola swastha che significa letteralmente stabilizzato (stha) nel Sé (swa) e si riferisce alla condizione ideale e suprema dell’esistenza in cui la salute fisica e mentale è accompagnata da chiarezza dell’intelletto e piena espressione dell’intelligenza individuale.
L'Ayurveda è probabilmente il sistema di medicina naturale più antico di cui l'uomo abbia memoria; già dalla sua definizione tradizionale se ne intuisce l'ampiezza, essa infatti recita: "L'Ayurveda è la scienza che descrive gli stati della vita vantaggiosi e quelli sfavorevoli, insieme a ciò che è buono e ciò che è nocivo per la vita, che tratta della lunghezza della vita e della vita stessa." L'Ayurveda infatti si occupa di tutti gli aspetti del benessere, quello fisico, quello psichico e quello spirituale e si interessa di ciò che è normale tanto quanto di ciò che è anormale o patologico.

Uno dei concetti più importanti dell'Ayurveda è quello dei Tridosha: vata, pitta e kapha. I tre dosha vengono presi in considerazione nel determinare la costituzione individuale, l'origine delle malattie, i trattamenti, i metodi per mantenere la buona salute, la routine giornaliera e stagionale, le terapie di purificazione, le terapie di tonificazione, il massaggio, il tipo di esercizio fisico, la dieta, ecc. Quindi è molto importante capire il concetto di base dei tre dosha. I dosha hanno una loro identità con qualità caratteristiche, sono presenti in ogni parte del corpo ma in certe parti si trovano con maggiore abbondanza, ognuno di essi ha delle ragioni specifiche di squilibrio, ognuno causa determinate malattie per cui esistono trattamenti specifici.

martedì 13 ottobre 2015

Nordic walking


Sempre più spesso si vedono persone che invece di fare il classico footing o jogging, camminano con il supporto di bastoncini simili a quelli da sci. Si tratta del nordic walking o camminata nordica, una nuova disciplina sportiva che arriva direttamente dalla Finlandia e che sta coinvolgendo un numero sempre maggiore di sportivi, sottraendo appassionati dalla corsa.

Ma cos’è nello specifico il nordic walking? É semplicemente una tecnica di camminata che inserisce all’interno del movimento naturale l’uso dei bastoncini, prendendo spunto dalla tecnica dello sci di fondo classico. Può essere praticato ovunque, nei parchi, in montagna, sulla rive della spiaggia, nei sentieri dei boschi e così via. Un ottimo modo di fare sport a contatto con la natura.
L’uso dei bastoncini durante la camminata implica tutta una serie di benefici sia fisici che mentali che stanno decretando il successo di questo sport.
l movimento è composto da spinte di gamba e braccia opposti: in pratica si devono muovere in modo alternato rispettivamente la gamba sinistra e il braccio destro, la gamba destra e il braccio sinistro.

La postura del corpo deve essere eretta ma non contratta, come quella naturale della colonna vertebrale: uno degli obiettivi della 
camminata nordica è proprio quello di riportare la tecnica nella vita di tutti i giorni, per ritrovare gradualmente la postura corretta della naturale camminata senza bastoni, utilizzando sempre anche addominali e muscoli della schiena. Bisogna essere leggermente inclinati in avanti ma senza flettere il busto, lasciare le spalle rilassate con un’ampia oscillazione degli arti superiori.
Le braccia devono essere tese perché sostengono la rotazione funzionale dell’asse delle spalle rispetto all’asse del bacino, permettendo un maggiore sforzo muscolare. Le mani eseguono dei movimenti rettilinei in avanti e dietro ed i bastoncini si muovono sempre vicini al corpo.
La lunghezza del passo viene sviluppata in rapporto alla possibilità del bacino di ruotare in condizioni di equilibrio, infatti i passi non sono né lunghi né corti ma sono adeguati all’estensione del movimento e della spinta ed alla morfologia del terreno dove si pratica lo sport.

I bastoncini non cambiano il modo di camminare ma sono uno strumento per aiutare a rendere la camminata più dinamica e salutare. Bisogna tenere i bastoni inclinati e non verticali, si spinge il bastone indietro oltre il bacino fino ad avere una buona estensione del braccio, infatti i bastoncini devono funzionare come prolungamento degli arti superiori.
Il nordic walking nasce i Finlandia, e trae origine dall’allenamento estivo utilizzato dagli sciatori di fondo. Visti i suoi numerosi benefici e la possibilità di praticarlo ovunque e da persone di tutte le età , il nordic walking si è poi diffuso come una vera e propria disciplina del fitness, coinvolgendo sempre più persone fino ad arrivare in USA e in tutt’Europa.
Uno dei più importanti benefici che il nordic walking propone ai suoi praticanti è sicuramente quello di offrire l’opportunità di incrementare il consumo calorico rispetto al walking tradizionale.

Tutti possono praticare il Nordic Walking, anche gli anziani che hanno problemi alle articolazioni possono avvicinarsi serenamente a questa attività poichè l’utilizzo dei bastoncini allegerisce il carico agli arti inferiori e all’anca.
Il Cooper Institut di Dallas (USA) ha esaminato l’effetto del Nordic Walking nell’ambito di uno studio durato alcuni mesi. I risultati dello studio hanno evidenziato in tutte le persone esaminate un significativo aumento del 20% nel consumo di ossigeno ed energia rispetto al walking normale.

Inoltre è stato rilevato un aumento del 6% della frequenza cardiaca.

In termini di consumo calorico si può affermare che un’ora di Nordic Walking, ad andatura normale, in pianura comporti un consumo calorico pari a 400 Kcal/h invece delle 240-280 di una normale camminata.


domenica 11 ottobre 2015

La curcuma

La spezia curcuma (in inglese: turmeric) è una polvere gialla ottenuta dalla macinazione di alcune piante appartenenti alla Famiglia delle Zingiberaceae (la stessa dello Zenzero) e al Genere Curcuma,  che per essere conservato necessita una breve lavorazione.
La Specie di maggior interesse farmaceutico e fitoterapico (quindi economico) è la 
Curcuma longa (o Curcuma domestica), ma non sono da trascurare anche la Curcuma xanthorrhiza e la Curcuma zeodaria.
Il principio attivo della curcuma è la curcumina, che ha un sapore piccante, leggermente amarognolo, distintamente terroso e un odore simile alla 
senape.
Ormai da millenni, nei Paesi di origine, la curcuma viene utilizzata nella maggior parte delle ricette; solo recentemente, ha riscontrato una notevole diffusione anche nelle nazioni occidentali, considerandone l'utilizzo nella formulazione del 
curry e di alcune salse.
Per la sua capacità colorante (di giallo), la curcuma è conosciuta anche come “
zafferano d'India”; infatti, il principio attivo di queste piante, ovvero la curcumina, viene spesso utilizzato come colorante alimentare naturale (E100), anche se il costo elevato ne limita fortemente l'impiego.
L'aroma della curcuma, caldo e pungente, trova una certa somiglianza con quello dello 
zenzero (con il quale condivide la Famiglia botanica).Il rizoma non viene consumato come tale, ma lavato, sbollentato, essiccato e macinato in una polvere fine. I componenti chimici più importanti della curcuma fanno parte di un gruppo chiamato curcuminoidi, che include: la curcumina (diferuloilmetano), la demetoxicurcumina e la bisdemetoxicurcumina.
L'elemento più studiato è la curcumina, che costituisce in media il 3,14% della polvere.
Altri oli volatili includono il turmerone, l'atlantone e lo zingiberene.

In India, la curcuma è da sempre utilizzata come rimedio per i disturbi dello stomaco e del fegato, così come cura ad uso topico per guarire le ferite in merito alla sua presunta capacità antimicrobica.
Nel sistema “Siddha” (1900 aC), la curcuma rappresenta una medicina per varie malattie e condizioni cliniche, che interessano la 
pelle, i polmoni, l'apparato gastrointestinale, le ferite, le distorsioni ed i disturbi epatici. 
Il succo fresco di curcuma è comunemente utilizzato per varie malattie della pelle, tra cui l'
eczema, la varicella, l'herpes zoster, le reazioni allergiche e la scabbia.
Nella curcuma si trovano buone quantità di un 
olio essenziale, che può essere anche estratto ed utilizzato in profumeria.
La quota di olio presente nel rizoma essiccato (unitamente ai 
polifenoli curcuminoidi, capitanati dalla curcumina) conferisce alla droga diverse proprietà farmacologiche. Le più conosciute e dimostrate sono quelle coleretiche-colagoghe, che favoriscono la produzione della bile e il suo deflusso nell'intestino; la curcuma può quindi migliorare la salute del fegato, contribuire ad eliminare gli eccessi di colesterolo e facilitare la digestione dei pasti abbondanti e ricchi di grassi.
La curcuma è anche molto utile nel trattamento della 
dispepsia (cattiva digestione), del meteorismo e della flatulenza (possiede proprietà carminative ed antispastiche); inoltre, ha dimostrato discrete proprietà antinfiammatorie, antivirali, antibatteriche, antifungine ed antiossidanti.
Sia in vitro, sia in studi sugli animali, la curcumina si è rivelata potenzialmente utile nel trattamento di numerose malattie e dei sintomi annessi, tra cui il 
morbo di Alzheimer, l'AIDS, l'artrite, il diabete e diversi tipi di cancro, in particolare quello al colon-retto e al pancreas. La curcumina è tuttora oggetto di numerosi studi, sia per confermarne le proprietà curative, sia per migliorarne l'assorbimento sistemico. A tal proposito, è stata proposta l'associazione della curcuma alla piperina, che può aumentarne la biodisponibilità fino al 2000%, o l'incorporazione in liposomi e complessi di lecitina di soia. Si è anche osservato che l'assorbimento della curcumina migliora in presenza delle altre componenti della curcuma, mentre peggiora nell'assunzione in forma isolata.
Secondo il National Center for Complementary and Integrative Health, "ci sono poche prove attendibili a sostenere che l'uso della curcuma possa giovare a qualsiasi condizione di salute, in quanto (per il momento) sono stati condotti pochi studi clinici" (dichiarazione dell'anno 2012).
La quantità di curcuma consigliata per l'assunzione continua e sistematica è mediamente di 1,5-3g di rizoma essiccato e polverizzato al giorno; a causa della scarsa idrosolubilità tipica dell'olio essenziale e dei curcuminoidi, se ne sconsiglia l'assunzione sotto forma di 
tisana. L'utilizzo di curcuma è controindicato in presenza di calcoli biliari; in tal caso, meglio non abbondare anche di curry o altre salse contenenti buone quantità di questa spezia.
In letteratura non sono riportati altri effetti collaterali significativi.